Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Orchidaceae
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Le mwbgOrchidaceae (mwbwOrchidaceae mwcamwcqJuss., mwcg1789) sono una mwcwfamiglia di mwdapiante mwdqerbacee perenni,mwdgmonocotiledoni, appartenenti all'mwdwordine mweaAsparagalescite-ref-apgiv-1-0[1]. I loro fiori sono comunemente chiamati mwfqorchidee. Si distinguono per la complessità dei loro fiori e per le complesse interazioni ecologiche con gli agenti impollinatori e con i funghi con cui formano mwfgmicorrize .

La famiglia comprende circa 25.000 mwgaspecie (alcune fonti ne riportano 30.000), rendendola una delle famiglie più ricche di specie tra le mwgqpiante a fiore. Questa diversità naturale è ulteriormente arricchita da 60.000 mwggibridi e varietà prodotte dai floricoltori.

Le orchidee costituiscono un gruppo di piante dalla morfologia estremamente diversificata. Le loro dimensioni variano da pochi millimetri di lunghezza (alcune specie dei generi mwhamwhqBulbophyllum e mwhgmwhwPlatystele) a gigantesche aggregazioni che possono pesare diverse centinaia di chili (alcune specie di mwiamwiqGrammatophyllum) o avere lunghezze fino a oltre 13 m (come mwigSobralia altissimacite-ref-2[2]). Allo stesso modo, le dimensioni dei loro fiori variano, da quelli minuscoli del genere mwkaPlatystele -meno di 1 mm - ai grandi fiori di 15-20 cm di diametro in molte specie dei generi mwkqmwkgPaphiopedilum, mwkwPhragmipedium e mwlamwlqCattleya, fino ai 76 cm dei fiori di mwlgPhragmipedium caudatum. La fragranza dei loro fiori non è meno variabile, dal delicato aroma delle mwmamwmqCattleya al fetore ripugnante dei fiori di alcune specie di mwmgmwmwBulbophyllum.

Contents

Habitus
Fiore
Foglie
Radici
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Distribuzione e habitat

La famiglia può ritenersi mwnwcosmopolita essendo diffusa nei cinque continenti, con un mwoaareale che si estende da alcuni territori a nord del mwoqcircolo polare artico, sino alla mwogPatagonia e all'mwowIsola Macquarie, prossime all'mwpaAntartide.

La maggior parte delle specie è originaria delle mwpgzone tropicali o sub-tropicali di mwpwAsia, mwqaAmerica centrale e mwqqSudamerica; solo il 15% di esse cresce spontaneamente nelle mwqgzone temperate e fredde.

Le Orchidaceae sono in grado di adattarsi a ogni genere di mwrahabitat fatta eccezione per i mwrqdeserti e i mwrgghiacciai. La maggior parte delle specie tropicali cresce sui tronchi degli alberi (mwrwpiante epifite).

In mwsqItalia ne crescono spontaneamente circa 189 tra mwsgspecie e mwswsottospecie raggruppate in circa 29 mwtageneri.

Descrizione

Habitus

Le orchidee sono piante erbacee, perenni (raramente annuali), terrestri o epifite, e occasionalmente rampicanti. Alcune specie sono prive di clorofilla e sono mwwamicoeterotrofe. I fusti nelle specie terrestri sono allungati e possono essere presenti mwwqrizomi sotterranei. Nelle specie epifite, tuttavia, le foglie sono ispessite alla base formando pseudobulbi che servono a immagazzinare acqua e sostanze nutritive, svolgendo la funzione di organo di riserva.

Fiore

[[File:Labelle orchidee.png|thumb|''Disposizione schematica dei petali (P) di un fiore di orchidea: sépali (S) - labello (L)'']]

I fiori hanno una struttura tipica correlata all'impollinazione entomogama, con un mwywperianzio di tre mwzasepali superiori e tre mwzqpetali inferiori; uno di questi, detto mwzglabello, si può differenziare per forma dagli altri in modo da attirare gli mwzwinsetti impollinatori. Le dimensioni e il colore del labello, unitamente alla forma dello mwaasperone cavo in cui si prolunga la sua base, mutano a seconda delle diverse specie.

Ogni fiore possiede organi maschili (androceo) e femminili (gineceo), riuniti in un solo corpo colonnare detto mwagginostemio, talvolta prolungato in un rostro carnoso. Il mwawpolline non è polveroso ma è agglutinato in masse a forma di clava (mwbapollinodi), che si attaccano mediante la base gelatinosa (retinacolo o viscidio) alla testa degli mwbqinsetti pronubi, permettendo così l'mwbgimpollinazione dei fiori successivamente visitati.

Quasi tutti i fiori di orchidea al momento dello sviluppo compiono una torsione di 180° (mwcaresupinazione), così che il petalo posteriore diviene inferiore e il sepalo anteriore diviene superiore. I sepali e i petali laterali sono quasi sempre uguali tra di loro, mentre il petalo centrale (il mwcqlabello) è diverso e può assumere svariate forme; nello stesso tempo può o meno contenere mwcgnettare.

Frutti e semi

Il frutto è una mwdqcapsula loculicida che si apre mediante tre o sei fessure longitudinali (a volte solo una); in rari casi il frutto delle orchidee è una bacca.

I semi sono minuscoli e numerosi. Il tegumento è membranoso, privo di mwdwfitomelanine, con solo lo strato esterno persistente e i tessuti interni collassati. I semi sono spesso membranosi e alati, il che consente loro di essere dispersi dal vento. L' embrione è molto piccolo e non è accompagnato da endosperma, poiché questo tessuto abortisce molto presto nello sviluppo embrionale. Molte orchidee sono aiutate nella germinazione dei semi da simbiosi micorrizici.

Foglie

Le mwiafoglie delle Orchidaceae sono sempre intere e malgrado la loro natura polimorfa hanno una struttura lineare, che a volte può apparire carnosa e di forma tubolare; spesso alla base si sviluppano degli mwiqpseudobulbi i quali possono assumere forma corta e arrotondata, appiattita e ovoidale, oppure lunga e cilindrica; sono tutti organi questi che hanno una funzione di assimilatori di riserva.

La mwiwfillotassi (disposizione delle foglie) è alternata o distica: solo di rado si presentano opposte. Possono presentarsi in coppia oppure solitarie e, all'apice degli pseudobulbi, a volte possono anche esseremwja – specie nelle piante che crescono in piena terramwjq – inguainate alla base; possono anche formare delle mwjgrosette basali da cui spunta il fiore. Nelle specie saprofitiche le foglie possono essere ridotte a semplici scaglie.

Radici

Le specie tropicali hanno spesso mwkqradici aeree carnose o fini, che si sviluppano alla base delle foglie o fra di esse, e che possono presentare differenti modificazioni e adattamenti alla vita mwkgepifitica o mwkwsaprofitica. Le radici aeree sono rivestite da un tessuto mono- o pluristratificato costituito da cellule morte piene di aria, il vmwlaelamen, che svolge una funzione puramente meccanica di protezione, e non, come spesso viene descritto di assorbimento dell'umidità atmosferica. L'aria delle sue cellule conferisce alla radice un colore biancastro o traslucido, e una totale impermeabilità, mentre solo la parte terminale, la punta, per mwlq1-2 cm, priva di questo tessuto, mostra un bel colore verde tipico dei cloroplasti della corteccia sottostante. Solo questa parte della radice può assorbire umidità atmosferica, anche se le orchidee epifite hanno altri meccanismi più efficienti per rifornirsi di acqua.

Le Orchidaceae europee e mediterranee sono invece, con poche eccezioni, specie mwlwterricole, con apparato radicale sotterraneo, costituito da mwmarizotuberi o mwmqbulbi, da cui si dipartono radichette o radici filiformi. La forma dei rizotuberi può essere tondeggiante o ovaliforme (come per esempio nei generi mwmgmwmwOphrys, mwnamwnqOrchis e mwngmwnwSerapias), o più o meno suddivisa in digitazioni (mwoamwoqDactylorhiza, mwogmwowPlatanthera, mwpamwpqSpiranthes); in alcune specie sono presenti dei veri e propri mwpgrizomi, con radici filamentose (mwpwmwqaListeria, mwqqmwqgEpipactis), in altre possono essere presenti radici coralliformi (mwqwmwraCorallorhiza).

Biologia

Riproduzione

La mwsariproduzione delle Orchidaceae può essere sia mwsqsessuata sia mwsgasessuatacite-ref-3[3].

La riproduzione sessuata può avvenire sia per mwuaimpollinazione incrociata, cioè con trasporto del mwuqpolline dall'mwugantera di un fiore sullo mwuwstigma del fiore di un altro individuo, sia per mwvaautoimpollinazione, cioè il polline passa dall'antera allo stigma dello stesso fiore.

Questa famiglia è costituita da mwvgpiante alcune delle quali sono in grado di assorbire dall'acqua presente nell'ambiente le sostanze necessarie alla loro sopravvivenza tramite le radici aeree (mwvwautotrofia) e capaci anche di nutrirsi assimilando sostanze da organismi in decomposizione (mwwasapròfite).

Impollinazione incrociata

L'impollinazione incrociata è la modalità di riproduzione più frequente tra le Orchidaceae ed è prevalentemente mwwwentomofila, cioè affidata agli mwxainsetti. Molte specie di orchidee hanno un rapporto specie-specifico con il loro insetto impollinatore, o mwxqinsetto pronubo. Paradigmatico di questa stretta interdipendenza è il caso della cosiddetta "orchidea di Darwin" (mwxgmwxwAngraecum sesquipedale), una specie caratterizzata da uno mwyasperone lungo circa mwyq30 cm, per la quale mwygCharles Darwin postulò l'esistenza di un insetto impollinatore dotato di una mwywspirotromba di analoghe dimensionicite-ref-4[4]. A distanza di circa 40 anni dalla formulazione di una tale ipotesi fu effettivamente scoperto che l'impollinatore era uno mw0asfingide, mw0qmw0gXanthopan morganii, dotato di una spirotromba di dimensioni corrispondenticite-ref-5[5].

Nonostante in casi sporadici si siano osservate impollinazioni da parte di mw2acoleotteri, mw2qditteri, mw2glepidotteri e mw2wortottericite-ref-6[6], la maggior parte degli insetti pronubi delle orchidee appartengono all'ordine degli mw4aImenotteri, nella stragrande maggioranza dei casi alla mw4qsuperfamiglia degli mw4gApoidei.

Gli insetti impollinatori possono essere attratti con tre differenti meccanismi:

• attrazione alimentare: è il meccanismo messo in atto dalle specie in grado di produrre il mw5gnettare, ricco di sostanze zuccherine, molto appetibili per gli insetti; il nettare è solitamente custodito all'interno dello mw5wsperone, la cui forma limita l'accesso ad alcune specie di insetti; il prelievo del nettare porta l'insetto a contatto con le mw6amasse polliniche, che aderiscono al corpo dell'insetto mediante specifici organi adesivi detti viscidii o retinacoli.
• mw8gmimetismo: è il meccanismo messo in atto dalle cosiddette "mw8worchidee ingannevoli", specie non nettarifere, che attraggono gli insetti o grazie a un'apparenza del fiore simile a quella di specie nettarifere (è quanto avviene, per esempio, in alcune specie di mw9amw9qOrchis come mw9gmw9wO. mascula) o grazie a un aspetto del labello che per forma, colore e pelosità ricorda la femmina dell'insetto impollinatore (tale meccanismo è comune a molte specie di mw-amw-qOphrys); le specie che utilizzano il mimetismo sessuale producono spesso mw-gferomoni simili a quelli delle femmine dell'insetto impollinatore, inducendo il maschio a un tentativo di accoppiamento definito mw-wpseudo-copulazione; nel far ciò l'insetto entra in contatto con le masse polliniche che aderiscono alla testa (pseudo-copulazione cefalica) o all'addome (pseudo-copulazione addominale)cite-ref-7[7].
• trappola di odori: è il meccanismo tipico della scarpetta di Venere (mwaqemwaqiCypripedium calceolus) che attrae gli insetti nel fondo del labello a forma di tasca grazie a particolari sostanze profumate; nel tentativo di uscire dalla tasca il corpo degli insetti si cosparge di polline vischioso.

Autoimpollinazione

La autoimpollinazione può avvenire con tre differenti modalità:

• per semplice distacco dei mwaqcpollinii che cadono sullo stimma sottostante;
• per curvatura delle caudicole dei pollinii che depositano il polline sullo stimma sottostante - tale meccanismo si osserva per esempio in mwaqkmwaqoOphrys apifera;
• per mwaqwmwaq0cleistogamia ovvero per autofecondazione prima ancora che avvenga l'apertura del fiore - tale meccanismo si osserva per esempio in mwaq4mwaq8Limodorum abortivum o in mwaramwareSerapias parviflora.

Riproduzione asessuata

La riproduzione asessuata, ovvero senza necessità di fecondazione, può avvenire:

• per mwarymwarcmoltiplicazione vegetativa, con formazione di nuovi individui a partire da una suddivisione dei mwargrizotuberi - tale meccanismo si osserva per esempio in mwarkmwaroOphrys bombyliflora, mwarsmwarwSerapias lingua e mwar0mwar4Serapias politisii;
• per mwasamwaseapomissia, cioè con produzione di semi fertili senza necessità di fecondazione - tale fenomeno si verifica, per esempio, in alcune specie del genere mwasimwasmNigritella (ad es. mwasqmwasuNigritella rubra).

Simbiosi micorrizica

Altra caratteristica biologica importante è la necessità, per completare il ciclo biologico di alcune orchidee, della presenza di una mwasgmicorriza endotrofica che collabori in simbiosi per lo sviluppo del loro mwaskseme, il quale al momento della dispersione è privo di albume e con embrione appena abbozzato.

Tassonomia

La famiglia delle Orchidacee veniva suddivisa in passato in due mwas0sottofamiglie:

• mwataDiandrae – caratterizzata dalla presenza di 2-3 mwatestami fertili e impollinabili;
• mwatmMonandrae – caratterizzata dalla presenza di un solo stame fertile.

Il mwatuSistema Cronquist (1981) assegnava la famiglia all'ordine mwatyOrchidalescite-ref-8[8], raggruppamento non riconosciuto dalla moderna mwatsclassificazione filogenetica che assegna le Orchidacee all'ordine mwatwAsparagales.cite-ref-apgiv-1-1[1]

Attualmente le sottofamiglie riconosciute sono cinquecite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11], i cui rapporti mwau4filogenetici sono riassunti schematicamente dal seguente mwau8cladogramma:

All'interno di ciascuna sottofamiglia si distinguono differenti mwavitribù e mwavmsottotribùcite-ref-genorch-12-0[12]cite-ref-chase2015-13-0[13]:

| Sottofamiglia | Tribù | Sottotribù |
|---|---|---|
| Apostasioideae | --- | --- |
| Vanilloideae | Pogonieae | --- |
| Vanilloideae | Vanilleae | --- |
| Cypripedioideae | --- | --- |
| Orchidoideae | Codonorchideae | --- |
| Orchidoideae | Cranichideae | Chloraeinae |
| Orchidoideae | Cranichideae | Cranichidinae |
| Orchidoideae | Cranichideae | Discyphinae |
| Orchidoideae | Cranichideae | Galeottiellinae |
| Orchidoideae | Cranichideae | Goodyerinae |
| Orchidoideae | Cranichideae | Manniellinae |
| Orchidoideae | Cranichideae | Pterostylidinae |
| Orchidoideae | Cranichideae | Spiranthinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Acianthinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Caladeniinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Cryptostylidinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Diuridinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Drakaeinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Megastylidinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Prasophyllinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Rhizanthellinae |
| Orchidoideae | Diurideae | Thelymitrinae |
| Orchidoideae | Orchideae | Brownleeinae |
| Orchidoideae | Orchideae | Coryciinae |
| Orchidoideae | Orchideae | Disinae |
| Orchidoideae | Orchideae | Orchidinae |
| Epidendroideae | Neottieae | --- |
| Epidendroideae | Sobralieae | --- |
| Epidendroideae | Tropidieae | --- |
| Epidendroideae | Triphoreae | Diceratostelinae |
| Epidendroideae | Triphoreae | Triphorinae |
| Epidendroideae | Xerorchideae | --- |
| Epidendroideae | Wullschlaegelieae | --- |
| Epidendroideae | Gastrodieae | --- |
| Epidendroideae | Nervilieae | Nerviliinae |
| Epidendroideae | Nervilieae | Epipogiinae |
| Epidendroideae | Thaieae | --- |
| Epidendroideae | Arethuseae | Arethusinae |
| Epidendroideae | Arethuseae | Coelogyninae |
| Epidendroideae | Malaxideae | Dendrobiinae |
| Epidendroideae | Malaxideae | Malaxidinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Cymbidiinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Eulophiinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Catasetinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Cyrtopodiinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Coeliopsidinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Eriopsidinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Maxillariinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Oncidiinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Stanhopeinae |
| Epidendroideae | Cymbidieae | Zygopetalinae |
| Epidendroideae | Epidendreae | Bletiinae |
| Epidendroideae | Epidendreae | Laeliinae |
| Epidendroideae | Epidendreae | Pleurothallidinae |
| Epidendroideae | Epidendreae | Ponerinae |
| Epidendroideae | Epidendreae | Calypsoinae |
| Epidendroideae | Epidendreae | Agrostophyllinae |
| Epidendroideae | Collabieae | --- |
| Epidendroideae | Podochileae | --- |
| Epidendroideae | Vandeae | Adrorhizinae |
| Epidendroideae | Vandeae | Aeridinae |
| Epidendroideae | Vandeae | Angraecinae |
| Epidendroideae | Vandeae | Polystachyinae |

Alcune specie

Coltivazione

Per la maggior parte mwaxcpiante epifite, le orchidacee sono coltivate in particolare nei paesi tropicali e sub-tropicali. Le specie cosiddette mwaxgterricole (cioè che crescono su un substrato terroso) possono essere coltivate anche nelle zone temperate ma necessitano di particolari cure e strutture, come serre caldo-umide.

Orchidofilia e orchidologia

Orchidofilia e orchidologia sono considerati dei "quasi sinonimi": talvolta usati in maniera interscambiabile, talvolta usati nel senso etimologico del termine, dove per "orchidofilia" si intende la semplice "passione" per le orchidee (che sia semplice interesse o vero e proprio collezionismo), mentre per "orchidologia" si intende lo studio scientifico delle piante in senso stretto. Il fatto che molti orchidomwayelogi siano spesso anche ferventi orchidomwayifili contribuisce alla relativa labilità del confine fra i due termini.

Esistono gruppi o associazioni le cui finalità statutarie comprendono la divulgazione e lo studio delle mwayqOrchidaceae, sia informalmente, sia una vera e propria attività didattico/editoriale, quando non di ricerca scientifica vera e propria. Alcune associazioni inoltre si occupano anche di valutare e premiare le piante, spesso durante concorsi, mostre, esposizioni o incontri più o meno informali. Esistono una pluralità di approcci e di metodi di giudizio, alcuni dei quali molto famosi e dalla lunga storia, come quello della britannica mwayuRoyal Horticultural Society (R.H.S.) di origine ottocentesca ma con rivisitazioni e aggiornamenti nel corso del tempocite-ref-14[14] o dell'mwayoAmerican Orchid Society (A.O.S.), le cui origini risalgono agli anni venti del Novecento, anch'esso rivisitato e aggiornato più voltecite-ref-15[15]. In ambito europeo è da menzionare inoltre il metodo di giudizio della mway8Deutsche Orchideen Gesellschaft (D.O.G.), anch'esso dalla lunga storiacite-ref-16[16].

Va inoltre detto che quasi sempre le associazioni di orchidee tengono regolari registri (anche fotografici) delle piante premiate e ciò si rivela fondamentale sia per perfezionare nel tempo i propri metodi di giudizio, sia per preservare la conoscenza e per studiare ulteriormente le piante premiate, che siano specie botaniche o ibridi. Una lista particolarmente famosa, non di piante premiate ma degli ibridi selezionati dall'uomo, è la mwazuSander's Complete List of Orchid Hybrids (o, in breve, mwazySander's List) istituita originariamente dal noto coltivatore e orchidologo mwazcHenry Frederick Conrad Sander, in seguito mantenuta e aggiornata dalla mwazgRoyal Horticultural Societycite-ref-17[17].

Usi terapeutici

Sin dall'mwa0aantichità dai tuberi radicali delle orchidee, bolliti, seccati e polverizzati, si ricava il "mwa0emwa0isalep", ossia una farina commestibile, una specie di fecola, ricca di amidi, proteine, zuccheri e cumarina, che nella credenza popolare si pensava avesse proprietà contro la infertilità maschile e femminile, proprio per le sembianze conformazionali dei tuberi con gli mwa0morgani riproduttivi maschili. Si usava anche come emolliente e veniva consigliato nelle infiammazioni della mucosa e nelle diarree infantilicite-ref-piamed-18-0[18]. Nella medicina popolare inoltre si credeva che la "scarpetta di Venere" (mwa0gmwa0kCypripedium calceolus) avesse proprietà antispasmodichecite-ref-piamed-18-1[18]. Oggi è stato appurato che i reali poteri terapeutici delle mwa04Orchidaceae sono scarsi o nulli, inoltre si tratta di una famiglia di piante protette a livello internazionale e in via di estinzione, per cui ne è vietata la raccolta.

Note

cite-note-apgiv-11. mwa1c(mwa1gmwa1kEN) The Angiosperm Phylogeny Group, mwa1omwa1sAn update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in mwa1wBotanical Journal of the Linnean Society, vol.mwa10 181, n.mwa14 1, 2016, pp.mwa18 1-20.
cite-note-22. mwa2mmwa2qDavid E. Bennett Jr. & Eric A. Christenson (1999) "Sobralia altissima," in Orchids, 68(11): 1112-1113.
cite-note-33. mwa2g(mwa2kmwa2oEN) van der Cingel N.A., mwa2smwa2wAn Atlas of Orchid Pollination, CRC Press, 2001, mwa20ISBNmwa24 9789054104865.
cite-note-44. mwa3mmwa3qDarwin 1862,mwa3u p. 115.
cite-note-55. mwa3kRothschild L.W. & Jordan K, mwa3oA revision of the lepidopterous family Sphingidae, in mwa3sLondon and Aylesbury, Hazell, Watson and Viney 1903: 30-32.
cite-note-66. mwa38Micheneau C. et al, mwa4amwa4eOrthoptera, a new order of pollinatormwa4q, in mwa4wAnnals of Botany 2010; 105(3): 355-364.
cite-note-77. mwa5aLedford H., mwa5emwa5iThe flower of seduction (mwa5mmwa5qPDF), in mwa5uNature 2007; 445: 816-817.
cite-note-88. mwa5k(mwa5omwa5sEN) Cronquist A., mwa5wmwa50An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, mwa54ISBNmwa58 9780231038805.
cite-note-99. mwa6qCameron K., Chase M., Whitten W., Kores P., Jarrell D., Albert V., Yukawa T., Hills H., Goldman D, mwa6umwa6yA phylogenetic analysis of the Orchidaceae: evidence from rbcL nucleotide, in mwa6cAm. J. Bot. 1999 86: 208-224 mwa6g(archiviato dall'mwa6kurl originale il 21 giugno 2010).
cite-note-1010. mwa60Freudenstein JV, Senyo DM, Chase MW., mwa64Phylogenetic implications and comparative utility of 26S and ITS2 sequences in Orchidaceae, in mwa68American Journal of Botany 2000; 87: 127–128.
cite-note-1111. mwa7mFreudenstein, John V., van den Berg, Cassio, Goldman, Douglas H., Kores, Paul J., Molvray, Mia, Chase, Mark W., mwa7qmwa7uAn expanded plastid DNA phylogeny of Orchidaceae and analysis of jackknife branch support strategy, in mwa7yAm. J. Bot. 2004 91: 149-157 mwa7c(archiviato dall'mwa7gurl originale il 30 aprile 2010).
cite-note-genorch-1212. mwa7w(mwa70mwa74EN) Pridgeon, A.M., Cribb, P.J., Chase, M.A. & Rasmussen, F. eds., mwa78Genera Orchidacearum voll. 1-6, Oxford Univ. Press, 1999-2010.
cite-note-chase2015-1313. mwa8m(mwa8qmwa8uEN) Mark W. Chase et al., mwa8ymwa8cAn updated classification of Orchidaceae (mwa8gmwa8kPDF), in mwa8oBotanical Journal of the Linnean Society, 177 (2), 2015, pp.mwa8s 151-174.
cite-note-1414. mwa88Brian S. Rittershausen, mwa9amwa9eJudging Orchids at the Royal Horticultural Society (mwa9imwa9mPDF), su mwa9qaos.org.
cite-note-1515. mwa9gmwa9kmwa9oJudging System - American Orchid Society, su mwa9saos.org. mwa9wURL consultato il 29 maggio 2017 mwa90(archiviato dall'mwa94url originale il 27 giugno 2017).
cite-note-1616. mwa-imwa-mmwa-qDeutsche Orchideen Gesellschaft - Bewertung, su mwa-uorchidee.de. mwa-yURL consultato il 29 maggio 2017 mwa-c(archiviato dall'mwa-gurl originale il 17 giugno 2017).
cite-note-1717. mwa-wmwa-0mwa-4Orchid hybrid registration - RHS, su mwa-8rhs.org.uk.
cite-note-piamed-1818. mwa-uRoberto Michele Suozzi, mwa-yLe piante medicinali, Roma, Newton&Compton, 1994, pag.60.

Bibliografia

• mwa-sGianluca Bedini, Giuliano Frangini, Rolando Romolini e Luciano Filippi, Sulla impollinazione di alcune Orchidacee osservate dal 1995 al 2006 (PDF), in GIROS notizie 2007; 34: 11-17.
• citerefberliocchi-2006Berliocchi L., Il fiore degli dei. L'orchidea dal mito alla storia, Viterbo, Nuovi Equilibri, 2006, ISBN 88-7226-317-4.
• citerefdarwin-1862Charles Darwin, I vari espedienti mediante i quali le orchidee vengono impollinate dagli insetti, Pisa, ETS, 2009, ISBN 978-88-467-2436-6.
• mwa-8Pierre Delforge, Orchids of Europe, North Africa And the Middle East, Timber Press, 2006, ISBN 0-88192-754-6.
• Del Prete c., Tosi G. mwbaeOrchidee spontanee d'Italia. Mursia, Milano, 1988.
• mwbamDressler R.L., Phylogeny and Classification of the Orchid Family, Portland, OR, Dioscorides Press, 1993, ISBN 978-0-931146-24-4.
• citerefgirosGruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee (GIROS), Orchidee d'Italia. Guida alle orchidee spontanee, Cornaredo (MI), Il Castello, 2009, ISBN 978-88-8039-891-2.
• mwbay(EN) Pridgeon, A.M., Cribb, P.J., Chase, M.A. & Rasmussen, F. eds, Genera Orchidacearum 1 - General introduction, Apostasioideae and Cypripedioideae, Oxford University Press, 1999, ISBN 978-0-19-850513-6.
• mwbag(EN) Pridgeon, A.M., Cribb, P.J., Chase, M.A. & Rasmussen, F. eds., Genera Orchidacearum 3 - Orchidoideae (Part 2), Vanilloideae, Oxford University Press, 2003, ISBN 978-0-19-850711-6.
• mwbao(EN) Pridgeon, A.M., Cribb, P.J., Chase, M.A. & Rasmussen, F. eds, Genera Orchidacearum 4 - Epidendroideae (Part 1), Oxford University Press, 2009, ISBN 978-0-19-850713-0.
• mwbaw(EN) Pridgeon, A.M., Cribb, P.J., Chase, M.A. & Rasmussen, F. eds, Genera Orchidacearum 5 - Epidendroideae (Part 2), Oxford University Press, 2009, ISBN 978-0-19-850713-0.
• mwba4(EN) Pridgeon, A.M., Cribb, P.J., Chase, M.A. & Rasmussen, F. eds, Genera Orchidacearum 6 - Epidendroideae (Part 3), Oxford University Press, 2014, ISBN 978-0-19-964651-7.
• mwbba(EN) Rasmussen, F.N.; Pridgeon, A.M., Cribb, P.J., & Chase, M.A. eds, Genera Orchidacearum 2 - Orchidoideae (Part 1), Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-850710-9.
• mwbbi(EN) N. A. van der Cingel, An Atlas of Orchid Pollination, CRC Press, 2001, ISBN 90-5410-486-4.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikispecies

• Wikiquote contiene citazioni di o su orchidea
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «orchidea»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su orchidea
• Wikispecies contiene informazioni su orchidea

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Calaway H. Dodson, orchid, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Orchidaceae, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Orchidaceae, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Orchidaceae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Orchidaceae, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Orchidaceae, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Orchidaceae, su ITIS.
• citerefworms(EN) Orchidaceae, su WoRMS.
• mwbccG.I.R.O.S. Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee.
• mwbckLe Orchidee del Gargano, su orchideedelgargano.it.
• mwbcsLe orchidee della Murgia, su coloridellamurgia.it.
• mwbc0Orchidee del mwbc4Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, tra Romagna e Toscana
• mwbda(DE) Associazione Austriaca di Orchidologia, su orchideen.at.
• mwbdi(EN) Orchidean - Consigli per la coltivazione, su orchidean.com. URL consultato il 29 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2015).
• mwbdq(EN) mwbduOrchidaceae APG
• mwbdc(EN) Orchidee di indonesia, su orchidsofindonesia.net. URL consultato il 3 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2012).